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La caccia arbitraria e la persecuzione degli animali sono contro le Leggi dell`Eterno Creatore


A chi fa una passeggiata nei boschi dello Spessart, in Germania, può capitare di trovare lungo i sentieri pezzi di barbabietole, mais e sale. A qualche amico della natura si potrà aprire il cuore vedendo una tale premura per gli animali selvatici. Ma poi, girandosi, scoprirà un`amara verità: il cibo e stato posto sulla traiettoria di tiro di una torretta sei cacciatori posta a pochi metri di distanza. Ci si trova quindi davanti ad un’”esca” con la quale i cinghiali vengono attirati nell`area di tiro della doppietta, per subire l’esecuzione. Questo cibo-esca per loro rappresenta un po’ l’ultimo pasto del condannato a morte. Il carnefice compie l’esecuzione dalla sua comoda postazione e definisce il suo agire come “sport venatorio”, al quale si dedica nel suo tempo libero.

E` molto triste ma, in fondo, per gli animali può essere considerata perfino una fortuna essere giustiziati in questo modo poiché, forse, così muoiono immediatamente.

 

OGNI GIORNO VENGONO COLPITI MIGLIAIA DI ANIMALI CHE RIMANGONO GRAVEMENTE FERITI

 

 In realtà, spesse volte, (si ritiene addirittura nella metà dei casi), essi vengono solo „feriti a morte”come si dice nel gergo dei cacciatori. La femmina di capriolo colpita, alla quale sono state lacerate le interiora, oppure la femmina del cinghiale alla quale è stata fracassata la mandibola, si trascina a fatica nella boscaglia, gravemente ferita, dove i cuccioli aspettano e sono costretti poi a condividere la terribile agonia della loro mamma. Alcune ore dopo, il cecchino comincia la “ricerca” per dare l’ultimo colpo di pugnale al capriolo, il colpo di grazia al cinghiale o spezzare il collo alla lepre con un bastone o col calcio del fucile.

Tali scene si ripetono quotidianamente, migliaia di volte. Nelle loro riviste venatorie, gli autori esaltano tali “esperienze di caccia”, per es. nella rivista specializzata tedesca “Wild und Hund” nella quale si leggeva: ”Il sole del tardo autunno cominciava ad affievolirsi, nuvole scure si levavano. Finalmente la femmina di capriolo sembrò cambiare idea e, accompagnata dalla nuova cucciolata, si trasferì in aperta campagna: io aspettai ancora finché i due piccoli caprioli furono ben a tiro. Ancor prima che il secondo esemplare (si intende uno dei cuccioli – n.d.r.) si rendesse conto che il suo compagno cadeva colpito, aveva già una pallottola in corpo anche lui.”Il cacciatore descrive poi come la mamma-capriolo aveva guardato sconvolta i suoi piccoli uccisi e, inorridita, si era poi data alla fuga. Il cecchino rimase tranquillo nella sua postazione, poiché sapeva che - come egli scrive - la femmina di capriolo “seguendo il suo istinto materno, prima o poi, sarebbe tornata dai suoi piccoli.” E così accadde, purtroppo. La bestiola tornò indietro. Il cacciatore le sparò, ma la colpì un po’ troppo indietro. ”La femmina di capriolo, ferita, spicco l`ultimo balzo proprio in direzione dei suoi piccoli uccisi per crollare a terra direttamente davanti a loro …”

 

L´UCCISIONE CRUDELE DELLE VOLPI:  UNA "PASSIONE"

 

Le volpi subiscono particolari crudeltà. Esse sono considerate come concorrenti dei cacciatori, poiché, fra le loro prede ci sono anche le lepri, anche se normalmente si tratta di animali ammalati, per cui gli ecologi ritengono che la volpe sia un po’ il garante di una popolazione di lepri sana. Per i cacciatori, la volpe, è, tuttavia, considerata un predatore e per questa ragione l’ammazzano spietatamente e con la gioia più grande.

Nella Rivista Venatoria Tedesca "Deutschen Jagdzeitung", si legge che la caccia alla volpe procura una “particolare eccitazione, alla quale il cacciatore appassionato non può sottrarsi“. Di questa “passione” fa parte anche la caccia con le trappole, le quali costringono gli animali che vi rimangono incastrati ad una lunghissima agonia. Sanguinanti e doloranti, spesso rimangono per molte ore nella trappola che è scattata. Nella tana, i cuccioli aspettano inutilmente chi dovrebbe portar loro il nutrimento, che sta invece lottando per sopravvivere o che, alla fine, si strappa a morsi la sua stessa zampa per liberarsi dalla trappola e far ritorno, mutilata, alla sua famiglia. “Le volpi sono genitori modello e partner fedeli” (Dag Frommhold).

 

OGNI ANNO IN GERMANIA VENGONO GIUSTIZIATI 5 MILIONI DI ANIMALI

 

 Soltanto in Germania, nei boschi e nelle campagne, vengono uccisi complessivamente 5 milioni di animali da circa 300.000 cacciatori, per i quali uccidere è un’emozione, un divertimento per il tempo libero ed un avvenimento sociale. Sparano con ogni arma: con cariche a pallini alle lepri, facendole urlare dal dolore come bambini; con proiettili ad espansione ai caprioli ed ai cinghiali, facendo perdere sangue e intestini agli animali gravemente feriti, come segnali mentre fuggono, affinché lascino tracce per poterli ritrovare; sparano alle volpi, che vengono scacciate fuori dalla tana dai cani da caccia; sparano da palchetti venatori sopraelevati su animali che hanno adescato con pezzi di cadavere, e, nelle battute di caccia, sparano agli animali dopo averli gettati nel panico. Nelle loro riviste specializzate i cacciatori si confermano reciprocamente quale gioia sia per loro la caccia.




L`alito divino è stato espirato - un cacciatore ha ucciso la volpe senza pietà

È un mistero che, in un paese civile i cui abitanti si ritengono per lo più amanti degli animali, questo sport del tempo libero non sia già stato proibito da tempo. La tradizione, che ha assopito la nostra sensibilità etica, non è una giustificazione per il massacro degli animali. I tempi nei quali l’uomo cacciava gli animali per poter sopravvivere sono ormai lontani.. Quando i nostri antenati dovevano uccidere degli animali per sfamarsi, pregavano le loro anime di perdonarli.

 

"NON UCCIDERE!"

 

Particolarmente penoso è vedere come i nostri contemporanei, che si definiscono cristiani, si armano di tutto punto per partecipare all’uccisione di massa d’animali. Il comandamento “non uccidere!” non è mai stato limitato agli uomini, e gli insegnamenti sulla pace che Gesù di Nazareth espose, erano intesi per tutte le creature. Per questo motivo i primi cristiani rifiutavano rigorosamente l’uccisione degli animali ed erano vegetariani. Secondo l’ordinamento della comunità d’Ippolito, la caccia non era conciliabile con la fede cristiana. Chi andava a caccia veniva escluso dalla comunità. Soltanto quando il paganesimo romano si infiltrò nel cristianesimo e la Chiesa divenne religione di stato, fu di nuovo permesso uccidere sia uomini che animali. Da allora, gli animali sono considerati dalla Chiesa esseri senz’anima, a disposizione dell’uomo, a suo piacimento, per la caccia e per la sperimentazione..

LA STORIA PER CUI LA CACCIA SAREBBE UNA COSA INDISPENSABILE

 

I cacciatori cercano di far credere all’opinione pubblica che il loro passatempo sanguinario sia “ ecologicamente necessario”. Nel frattempo, ecologi di primo piano hanno smascherato questa menzogna su cui si basa l’esistenza della caccia. Questi esperti si rifanno anzitutto ad una legge fondamentale della natura: „In natura si riscontra molto raramente una crescita incontrollata di una popolazione....

I più recenti studi effettuati dagli ecologi hanno rivelato che molti animali dispongono di un meccanismo interno per regolare la crescita della popolazione: ”Se le volpi non vengono cacciate e c’è sufficiente offerta di cibo, esse tendono a vivere insieme in comunità familiari, che in autunno sono costituite da un maschio, dalla ‘sua’ volpe e di regola, dalle femmine di un anno della cucciolata precedente. In queste comunità solo la volpe più anziana mette al mondo dei piccoli, mentre le sue piccole di un anno si astengono dall’attività sessuale in base a fattori sociali non ancora ben noti.”

Se c’è pericolo di sovrappopolazione, il numero delle nascite si riduce. Lo stesso fenomeno si è riscontrato nei cervi, negli alci, negli stambecchi e in altri grandi mammiferi. Anche molte specie di uccelli diminuiscono le covate, in base alla densità della popolazione. Se vengono uccisi molti esemplari della loro specie, entra in azione la riserva di quelli che si sono astenuti dalla cova e nascono altri animali in numero maggiore di prima della loro uccisione. Dopo tutto, non c’è bisogno di cacciatori che fremono dalla voglia di sparare per ristabilire l’equilibrio tra la natura e gli animali; col tempo, esso si normalizza da solo.

LA CACCIA NON SOLO E´ SUPERFLUA, E´ ANCHE DANNOSA

 

se l’uomo si intromette nella struttura sociale della popolazione delle volpi con fucili e trappole, la stabilità della loro struttura sociale viene a mancare a causa del continuo sovvertimento dei rapporti sociali. Gli animali non rimangono più stazionari soltanto nel loro territorio e non si accoppiano più in modo stabile. I maschi si cercano varie partner; in media, il numero dei piccoli per ogni parto aumenta.



Das ist Waidmannsheil, gesegnet von den Institutionen Kirche.

Non ultima cosa è che la caccia intensiva alla volpe, fatta con lo scopo di combattere la rabbia, porta di per sé all’assurdo. Gli animali giovani, privi di un loro territorio, si spostano in zone che diventano libere. Aumentano i contatti tra le volpi e così il pericolo di contagio. Inoltre, succede che “nel caos sociale provocato dalla caccia intensiva alla popolazione delle volpi, le lotte ed anche le ferite sono all’ordine del giorno, tanto che il virus della rabbia viene a trovarsi nelle condizioni più adatte per diffondersi rapidamente”.

 

la popolazione rifiuta la caccia

 

 

La guerra dei cacciatori contro gli animali viene rifiutata dalla gran parte della popolazione. La caccia distrugge tutto, la vita degli animali, la bellezza del paesaggio, ed impedisce di godersi pacificamente la natura libera. Intere specie sono state annientate. Lupi, orsi bruni, linci e gatti selvatici, castori e gufi, alci e molte altre specie di animali si trovano ormai in poche regioni, e anche lì sono minacciate. Se i cacciatori non costituissero una lobby così influente nella politica e nella società, la loro sanguinaria occupazione del tempo libero sarebbe stata proibita da tempo.

Ciò nonostante, prende sempre più forma un movimento contrario, come ad es. il „Deutsche Naturschutzring“, un’organizzazione che promuove una radicale riduzione della lista degli animali che possono essere cacciati: si richiede che tutti gli uccelli, gli animali predatori come volpi, martore e puzzole, e specie più piccole come la lepre, vengano protetti durante tutto l’anno, perché altrimenti, la caccia non solo è superflua, ma semplicemente dannosa.

 

La Fondazione Gabriele si compiace di questi sforzi che, passo dopo passo, portano all’abolizione della caccia. Ecco perché si impegna a creare spazi vitali in cui non viene esercitata alcuna forma di violenza sulla natura e dove gli animali possono riacquistare la fiducia nell’uomo. Per questa ragione, la Fondazione acquista campi e boschi, nei quali gli animali possono vivere sempre più in pace e possono ritornare in unità con gli uomini.

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